vieni dentro

open doors

open doors. un gioco che si gioca in tre. un gioco per aprire le porte dei sensi, delle percezioni, delle emozioni. un gioco con troppe regole che aspettano di essere trasgredite. al limite della trasgressione c’è la porta di un segreto. e tu? vieni dentro.


mi trovo nuovo

Afterhours - Mi Trovo Nuovo

c'è un gioco che
si gioca in tre
non fa per me
mentre protesto
io vengo
oddio

giovane di
nuova concezione
mi spazzi via
ogni convinzione
ed io
ne avevo orrore
e invece è amore

rock me joe

c'è un gioco che
si gioca in tre
mi trovo nuovo
mi trovo nuovo
mi trovi nuovo?
mi trovi nuovo?



e mentre protesto io vengo


il [22/12/2005] alle [16:27]

Image # 512, James and Verna, back study #3

[ Ehy ho goduto proprio a tutto spiano. Ed è successo solamente pochi secondi fa. ] » [ commenti ] » [post]

il [17/08/2005] alle [14:05]

Adoro quelle mutande di pizzo bianco che mi vanno su per il culo. Quei tanga che voi donnette definite fastidiosi. Io li amo. Mi fanno sentire padrona del mondo. Una seduttrice. Sento che posso avervi tutti, con un paio di quelle mutande di pizzo su per il culo e le tette sode che mi ritrovo. Sono assolutamente bellissima e da trombare. Sì, da trombare senza pietà. Un cazzo che mi viene dentro con forza e senza pietà è tutto quello che desidero. Uno di quelli ai quali non importa se sporca la mia bellezza con il suo caldo sperma. Non c'è proprio più nulla da sporcare, è questo che non avete capito. Sono così sporca dentro e fuori che posso soltanto pulirmi con una scopata degna di oscar. Non come quelle brave ragazzine che pensano soltanto a non macchiare di succo di polpelmo rosa il loro vestitino squallido. Quelle che pensano che il sesso senza amore sia una schifezza per il semplice fatto che nessuno sia disposto a trombarsele, quelle poverine. E stanno lì, con il loro vestitino, a tirarsela. Ma in fondo lo sappiamo tutti (e lo so io e lo sanno loro) che non desiderano altro che un cazzo caldo e duro. Siamo tutte uguali, in fondo.
Ma adesso mi ritrovo qua, con un paio di mutande di pizzo e un rossetto troppo rosso che mi sbava sul mento. Mi ritrovo qua davanti a questo specchio immobile, con la schifosa speranza di essere usata. Un'altra volta. Amo essere usata per il semplice fatto che lo odio. Mi spaventa essere usata. Mi spaventa un cazzo senza nome che mi entra dentro, in fica e in gola. Mi spaventano due dita sconosciute che scavano nel mio io. Mi spaventa il buio e il sapore dello sperma. Mi spaventano le mani che toglieranno queste mutande di pizzo con la voglia di possedere ciò che sta sotto.
Lo sapete voi che ogni paura nasconde un desiderio?

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il [06/08/2005] alle [15:17]

Le tue mani. Le tue mani così grandi, così belle. Le tue mani si muovono, si muovono lente. Lente su di me. Le tue mani curiose tolgono la maglietta. E tu mi baci. Mi baci tenendomi stretta. Stretta. Hai paura che vada? Non andrò, no di certo. Ancora le tue mani, sopra i miei seni. Bianchi, morbidi, capezzoli duri. E tu vuoi succhiare. Mordi un pò. Ed io godo. Godo come una cagna. Le tue mani tolgono quel tanga ridicolo che ho messo per piacerti. Lo tolgono. E mi entrano dentro, le tue mani. Ed io godo come una cagna. Il tuo pene così duro. Fino in gola. Sapore aspro. Ti bacio. Ti bacio con passione. Voglio succhiare tutta la tua saliva. Avere ogni tua goccia dentro di me. Sul tuo pene, le mie mani. Lo tengono stretto. Ma non mi basta. Lo voglio dentro. Davanti. Ti sforzi. Ti svuoti. Godo come una cagna. E ancora non mi basta. Leccami, ti prego. Leccami ancora. La tua saliva sopra di me. Ovunque. Odore e sapore di te. Gemiti. Sussuri. Parole soffocate. Passione nell'aria. Le tue mani si fermano. Passione si spegne. Vorrei averti ancora. Dentro. Sopra. Ma le tue mani si fermano. E allora mi masturbo davanti ad uno specchio cercando di godere come una cagna. Invano.

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il [28/06/2005] alle [01:16]

Pensava avesse un gran bel paio di tette. Piccole, ma non troppo. Sode, ma morbide al tatto. Quello che più lo invogliava erano i capezzoli. Graziosamente rotondi, e sempre eccitati; trasparivano sinceri dall'aderente canottiera bianca. Avrà avuto si e no 16 anni, si muoveva lenta e quasi goffa nella sua andatura dinoccolata. Aveva indosso solo quella canottiera bianca, e camminava nella stanza emanando un odore acre; che non era nè essenza di donna, nè di bambina. Era odore di femmina. Lui le si avvicinò rapidamente, accerchiandola da dietro con le mani, e con il sesso in leggera erezione. Le levò la maglietta e la lanciò violentemente contro la finestra. Lei si girò. Il suo culo premeva contro il sesso dell'uomo, che senza pensarci due volte cominciò a penetrarla analmente con tutta la forza che aveva in corpo. Sentiva il suo respiro affannarsi e le mordeva graffiante la spalla ossuta. Lei ansimava sempre di più dopodichè si girò nuovamente poggiando il suo sesso inumidito sulla coscia di Lui che tentò di penetrarla nuovamente incontrando il suo dissenso. Lei si allontanò sicura e si poggiò sul letto, lui eccitato la raggiunse e lei dopo poco gli strinse le mani in una corda di una tenda. Si guardò intorno e strinse la presa fino a far unire in un abbraccio le mani dell'uomo. Quest ultimo iniziò a gridarle qualche frase di circostanza per poi sottomettersi al suo volere. Così piccola e già così fantasiosa, quella ragazzina dall'odore di femmina raccoglieva i suoi pensieri più reconditi. Lei lo vide là, legato e non potè fare a meno di chinarsi e di succhiare la sua essenza. I suoi movimenti erano veloci e precisi, l'uomo sotto si muoveva in una danza meccanica che le agevolava il lavoro, lei andava su e tornava giù succhiando avidamente e sentendolo venire. Il sesso le si allungava prepotente in gola, il sapore era sempre più acido ma piacevole. Mentre stava per raggiungere l'apice del suo piacere la ragazza lo lasciò. E lo vide venire da solo, nel ricordo recente della sua lingua. Raccolse la sbora con un dito e se la mise in bocca, per poi chinarsi e schiudere le labbra giovani ma esperte in un bacio. Lui le chiese un ultimo giro, voleva penetrarla, in quel preciso momento. Lei lo vide là, eccitato e voglioso, con il sesso duro e proteso, le labbra ancora colme di saliva e sbora, e le mani legate. Continuava ad osservarlo, e nel frattempo si rivestiva velocemente. Una volta terminato tornò accanto a lui, ancora insoddisfatto e in trepidante attesa. Lei si chinò e gli slegò la mano, congiungendo l'altra alla sbarra del letto. Sospirò qualcosa, girò i tacchi e se ne andò. Lui si guardò intorno perplesso e dopo poco, cominciò a masturbarsi.
La finestra dove prima aveva soddisfatto la ragazza era aperta sulla strada, un pò di vento sventolava nell'aria e, nel palazzo di fronte, io stavo assistendo.

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il [22/06/2005] alle [00:30]

Niente mi eccita come sentire un cazzo turgido premuto contro la mia gamba.
Questo mi permette di dare libero sfogo alla fantasia. Immaginare di non essere in quel posto, in quel momento. Immaginare di essere in una qualsiasi parte del mondo, con quel cazzo turgido contro la mia gamba e le labbra in fiamme.
Siamo distesi su delle lenzuola costose, profumano del miscuglio dei nostri profumi, del nostro sudore, dei nostri odori. Del sapore che lentamente togliamo l'uno all'altra. O forse siamo in un posto più squallido, un tavolo in una casa qualsiasi dove lui mi spingerà giù e mi infilerà rapidamente il suo cazzo in bocca. Un luogo pubblico in cui chiunque potrebbe vedere lui che infila frettolosamente le mani sotto la mia gonna e poi dentro di me, senza chiedere permesso perchè lui vuole farlo e lo fa.
Ovunque siamo, siamo io, lui, le sue dita dentro di me che si muovono con rapidità e precisione, in una danza sinuosa che mi scioglie tutto il ventre.
Le sue dita che risalgono in me, pizzicandomi il clitoride ed immergendosi in un liquido umido e vischioso. tutta la mia eccitazione avvolta tra le sue dita, ora tra la sua lingue. La sua lingua è precisa, è velocissima e mi fa impazzire. Mi penetra con violenza, lecca con avidità. Succhia ed assapora ogni parte di me.
Risale lentamente. Il bacino, l'ombelico, il seno eccitato. Gira attorno ai capezzoli induriti, ci gioca.
Ancora il suo cazzo premuto sulla mia coscia.
Le mie gambe sono serrate, le sfrego. Brevi gemiti presto soffocati.
Infila una mano tra le mie cosce, apre le gambe contro la mia volontà e mi entra dentro fino in fondo. E man mano che affonda, io muoio. Non sento più, non ragiono più, non vedo più niente. Non vivo più, sono completamente finita.
Con un ultimo colpo di bacino, il suo sperma caldo mi invade.


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il [19/06/2005] alle [13:54]

E allora

Spingimi - nuovi stimoli
Tirami - nuovi stimoli
Insegnami nuovi stimoli

E allora

Leccami - nuovi stimoli
Graffiami - nuovi stimoli
Regalami nuovi stimoli

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il [17/06/2005] alle [10:19]

Il cazzo inteso e proteso
Come spinotto elettrico,
la fica quale generosa
presa di corrente:
è la concezione magnetica
del sesso a incastro
assai diffusa in Occidente.
Ciò attribuisce ai corpi
la dimensione meccanica
degli elettrodomestici.
E spiega il cortocircuito
di scintille tra i sessi,
la frequente bassa tensione
degli accoppiamenti,
e i blackout coniugali
per mancanza di energia.

JiM Morrison


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il [09/06/2005] alle [23:34]



[sulla tua pelle mi leghi a un bacio
e sento sangue e sangue odore di reato
.
sulla mia pelle veleno sacro. e sai di boschi e di bugie.
sulla tua lingua cibo d'amore e mi dai sete, vento e inferno nelle vene.

te lo voglio far sapere dov'è il tesoro di questa nave, te lo voglio far sognare il mio tesoro
tra il collo e il cielo nudi solo

in questo bacio vero ]




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il [09/06/2005] alle [15:43]



La tua mano esploratrice tra le mie gambe.
La mia lingua sul tuo collo.
Così pungente, il tuo odore.
Così ardente, il mio desiderio.
Di rosso fuoco si tinge la stanza.
E tu sei dentro, e riempi il mio vuoto.


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il [09/06/2005] alle [15:01]

L'immagine “http://www.minibite.com/passion/embrace/images/Lovers.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

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